Quando potrò gareggiare?

La corsa ai palchi e la nascita di nuove categorie.

È ormai cominciata la nuova stagione agonistica, i social si riempiono delle foto di tutti i ragazzi che si apprestano a salire sul palco.
Notavo come anno dopo anno il numero dei partecipanti aumenta sempre più, affollando i palchi che ormai diventano spesso un vero e proprio carnaio.
Tralasciando il discorso della nascita di categorie sempre meno vicine all'idea e alla “filosofia” del Culturismo (cosa che il più delle volte si perde anche nelle vecchie categorie di BB), noto che nella maggior parte dei casi non si ha ben chiaro il QUANDO gareggiare.
E con “quando” non intendo il periodo dell'anno, ma il quando il proprio fisico è abbastanza COSTRUITO da permettersi di mostrare, o meglio di esporre il risultato di quel lavoro che lo ha reso tale.
Una gara di Culturismo dovrebbe essere la competizione tra atleti che hanno modellato la propria muscolatura in maniera quantomeno omogenea e sufficientemente proporzionata, messa on evidenza da una composizione corporea tale che possano essere apprezzabili tutte (o la maggior parte) le forme e le inserzioni muscolari.

Tutto questo purtroppo pare non essere preso assolutamente in considerazione, e come in molti altri casi la fretta e la smania di avere tutto subito prende il sopravvento e le manifestazioni vengono invase da partecipanti acerbi e/o malamente costruiti, tutto a prescindere dalla categoria scelta.
Le gare non sono per tutti?
Si e no.
Va specificato che un “fisico da gara” non va confuso con un fisico per vincere una gara…o con un fisico da campione. Gareggiare per passione dovrebbe essere la prima ed unica motivazione, e la data della gara può coronare il frutto di un percorso personale la cui salita sul palco determina un ulteriore motivazione.
Ma una data non deve essere fissata per obbligo o per soddisfare la smania di arrivare al traguardo.

Ancora una volta nel Culturismo la prima virtù è la pazienza ed il saper attendere, il saper vivere con voglia, passione e perseveranza quel cammino che porta un corpo a raggiungere una condizione degna di essere mostrata ad una giuria (la quale giuria non bada al vostro passato di obeso, sottopeso, maratoneta o calciatore!!!).
Ripeto dunque, le gare sono per tutti?

No.
E non per colpa della genetica (fisica e mentale), quella determina la classifica.
Dipende invece dalla capacità di saper vivere correttamente la nostra disciplina, di sapere allenarsi, affrontando con onestà quel percorso e quel progetto di costruzione del corpo.
Non lasciatevi convincere da chi vi promette di raggiungere obbiettivi agonistici con scadenze precise, siate critici con voi stessi e cercate sempre di ottenere il meglio da ciò che il vostro corpo può offrire.
La perfezione è quella linea all'orizzonte che non raggiungeremo (fortunatamente) mai, quindi non aspettate di essere perfetti per salire sul palco…ma aspettate di avere “ogni pezzo (anche se piccolo o acerbo) al proprio posto”, aspettate di aver eliminato decentemente il grasso ostinato…aspettate di poter confrontarvi con gli altri degnamente, a prescindere dalle linee e dalla maturità.
<<Cadendo, la goccia scava la pietra, non per la sua forza, ma per la sua costanza.>> (Lucrezio)

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