Perché MindBuilding?

Troppo spesso si tende a non considerare l’importanza della componente mentale in una disciplina estremamente fisica, come può essere il culturismo.
In generale se si considerano gli altri sport, si può apprezzare facilmente la presenza, lo studio ed il rispetto – soprattutto- di un protocollo ‘mentale’ necessario al buon esito della prestazione, ma ancor prima alla crescita del soggetto come atleta.
Non a caso, nell’ultimo decennio, ha preso sempre più  piede la figura del mind coach.
Per quanto si parli di muscoli, pesi e ripetizioni quasi si trattasse di un lavoro da automi, la componente mentale è un vero e proprio timone che dirige l’esito del risultato degli sforzi fatti.

Parlando di culturismo, si deve essere necessariamente consapevoli del fatto che i metodi di approccio sono molteplici e c’è del valido (quasi)  in tutti.
Quando ci si schiera da una parte o dall’altra non si deve perdere di vista il risultato ottenuto con modelli completamente diversi, sia per quanto riguarda l’allenamento che di conseguenza l’alimentazione.
Scegliere ‘da che parte stare’ è il trend più in voga, attualmente, ma ritenere valido un metodo non significa escludere a prescindere protocolli differenti.
L’individuazione di obiettivi, necessità e possibilità – nel lungo e medio periodo-  sta alla base della programmazione del lavoro, degli steps e delle tappe della preparazione dell’agonista o dell’aspirante tale.

L’abilità di un tecnico non sta nella faziosità nei confronti di una particolare strategia, ma nell’abilità di saper attingere dai principi e metodi validi che il panorama di settore offre, nel momento della stesura di una programmazione sul lungo periodo, fatta di molteplici strategie, approcci, ricerca di nuovi stimoli e quindi garantendo che la componente mentale, oltre che quella fisica, sia sempre attiva e stimolata, allontanando l’idea che l’atleta sia una macchina, un treno che si sposta su un singolo binario, senza possibilità di poter scegliere, di potersi realizzare a seconda delle proprie aspirazioni e attitudini.

Quindi non il metodo, con dogmi mascherati da principi, ma il Metodo libero da preconcetti, da vincoli pubblicitari e da slogan.